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Phishing, record di arresti

Ventisei persone sono state recentemente arrestate dalla polizia italiana in seguito a uno dei casi più gravi di phishing in Europa. Lo hanno reso noto Finjan, leader mondiale nei prodotti legati alla sicurezza web, e Yarix, suo partner italiano.

 

Il caso si è svolto tutto nell'ultimo mese, quando oltre diecimila pagine web sono state attaccate da hacker che cercavano di generare copie dei siti internet, usando il phishing via email per raccogliere i dati degli utenti. Il gruppo, composto da diciotto italiani e otto cittadini dell'Europa dell'est, spediva email truffaldine dirigendo gli utenti verso siti fasulli di Poste Italiane creati ad hoc per rubare loro i dati di login.

 

Yuval Ben-Itzhak, chief technology officer di Finjan, ha espresso preoccupazione per questo fatto: "Il phishing è un problema molto grave, soprattutto perché le email e i siti internet sono copie identiche dei siti reali". Il medesimo tono è stato usato da Mirko Gatto, presidente e amministratore delegato di Yarix: "L'arresto di questo gruppo rappresenta un segnale importante del lavoro che sta compiendo la Polizia Postale. Ma anche del fatto che in Italia il crimine informatico è non solo molto presente, ma rappresenta un fenomeno di livello europeo: deve quindi anche essere un campanello d'allarme, perché si tratta di un pericolo reale e concreto non solo per le grandi aziende, ma anche e forse soprattutto per le piccole e medie".

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