Nelle case italiane più computer che lavastoviglie |
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Gfk MS Italia e Gfk Panel Services, due emanazioni del Gruppo Gfk, hanno condotto una ricerca sulla penetrazione dei beni di consumo durevoli su un campione di 8000 famiglie italiane rappresentativo di oltre 21 milioni di nuclei (cioè praticamente la totalità della popolazione). L’ambito di ricerca era stabilire quali sono i beni di consumo più diffusi tra settanta beni durevoli comprendenti dispositivi elettronici ed elettrodomestici, su un volume di mercato stimato, secondo il Gfk Retail Panel, sui 22,5 miliardi di euro.
Ebbene, è risultato che oltre la metà delle famiglie ha un personal computer, mentre solo il 35% ha la lavastoviglie, e il 42,7% il forno a microonde. Sono ancora appannaggio soltanto di una minoranza di famiglie, anche se in crescita, gli impianti più moderni per la televisione: il 9,5% dispone del cosiddetto “home teatre” (la tecnologia che usa le performance di impianti audio sofisticati abbinate alle TV a grande schermo), l’8,9% ha lo schermo piatto LCD e solo il 4% il televisore al plasma.
Quindi il computer sta diventando sempre di più, anche in Italia, un bene di largo consumo. Ma se si analizzano i dettagli si scopre che, a differenza che nel resto d’Europa, su un 33% di famiglie che dispone di connessione internet soltanto il 22% utilizza linee veloci, e il 12% è ancora connesso con un modem a 56 Kb. Inoltre l’11% ha un computer portatile contro il 42,7% delle case che privilegia ancora del PC da scrivania, mentre solo il 3% dispone di entrambi.
Insomma, la diffusione del PC è in Italia un fenomeno ancora in evoluzione, ma una cosa è già certa: i computer nelle case hanno già superato i lavapiatti. |
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