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Cos'è Kazaa

Kazaa è un'applicazione peer-to-peer per il file sharing che utilizza il protocollo FastTrack. Viene principalmente utilizzata per scambiare file musicali mp3, e nel 2003 diventò l'applicazione peer-to-peer più diffusa al mondo. Il suo incremento è anche dovuto allo scambio di file di filmati. L'utilizzo di questo software viene finanziato grazie agli spyware e adware installati all'interno, assieme al software di Kazaa.

 

Il protocollo FastTrack venne inventato nel 2001 da due imprenditori scandinavi e rilasciato dalla loro ditta tedesco-olandese, ma oggi i diritti di Kazaa sono di proprietà di Sharman Networks, una compagnia con sede in Australia e registrata a Vanuatu. Il fatto che questo prodotto, con questa storia, sia diventato il più diffuso P2P testimonia come l'open source sia in genere svincolata dalle solite grandi holding.

 

Molti considerano Kazaa superiore ad altri programmi di file sharing grazie alla grandissima scelta di file e alla sua velocità di trasferimento, altri invece fanno notare che il client Kazaa installa degli spyware sui personal computer degli utenti. Se il fatto di avere detti programmi compensi il vantaggio di condividere file, è una decisione personale. Viene anche installato, per default, il software Altnet che crea altri problemi, come allocare una certa ampiezza di banda per inviare pubblicità. Ma nel 2003 venne rilasciata anche la versione Kazaa Plus, una versione a pagamento che non porta né spyware né adware.

 

Inoltre venne elaborata un'altra versione, Kazaa Lite, molto più appetita perché escludeva tutti gli spyware e adware pur non essendo a pagamento, oltre a fornire qualche funzionalità in più. Venne creata ovviamente da altri programmatori modificando il file binario dell'applicazione Kazaa originale. Sharman Networks considerò Kazaa Lite una violazione del copyright e nell'agosto 2003 fece richiesta a Google di rimuovere dal suo database tutti i link all'applicazione K-Lite. Nel dicembre dello stesso anno minacciò di adire a vie legali contro i proprietari di tutti i siti che ospitavano una copia di K-Lite, a meno che non l'avessero rimosso. Così il sito ufficiale di Kazaa Lite venne rimosso e da allora divenne sempre più difficile trovare questa applicazione, ma da qualche parte in internet si può trovare ancora. L'aspetto curioso di questa faccenda è che il programma è straordinariamente disponibile sulla rete stessa di FastTrack, e che può essere facilmente scaricato con Kazaa o altri client FastTrack. Sembra tuttavia che la nuova versione di Kazaa impedirà agli utenti di K-lite di collegarsi ai loro supernodi, nello sforzo di chiudere a questi utenti l'accesso sulle reti FastTrack.

 

Come altre applicazioni peer-to-peer anche Kazaa è stata citata in giudizio dalle major discografiche. La magistratura olandese fin da subito ordinò ai proprietari di Kazaa di impedire ai loro utenti la violazione del copyright, altrimenti avrebbero dovuto pagare una pesante multa. Per questo i creatori di Kazaa la vendettero a Sherman Networks. Dopodiché, nel marzo 2002 la corte di appello olandese capovolse il precedente giudizio con una sentenza-beffa, affermando che Kazaa non poteva essere responsabile delle azioni dei suoi utenti. Nel frattempo Sharman fu però citata in giudizio dalle famigerate RIAA e MPAA, ma Sharman rispose con un'azione legale antitrust. Dopo appena due mesi la RIAA presentò una richiesta di citazione in giudizio alla corte civile anche contro diversi utenti privati che avevano condiviso una grande quantità di file attraverso Kazaa. Si arrivò al patteggiamento e a un piccolo risarcimento pagato alla RIAA. Come risultato il traffico sulla rete di FastTrack subì una contrazione di circa il 10-15%. Sharman rispose citando a giudizio la RIAA, affermando che la propria rete era stata violata da altri software client come Kazaa Lite, ma nel gennaio 2004 la corte rigettò le accuse di Sharman. E un mese dopo, nel febbraio 2004, la Australian Record Industry Association (ARIA) annunciò una propria azione legale contro Kazaa con l'accusa di pesanti violazioni del copyright, le più gravi, a suo dire, mai accadute in Australia.

 

Nel luglio 2006 giunse a conclusione il processo iniziato quattro anni prima: Kazaa, che si trovava ormai in crisi, assediata dalle cause e dalle critiche per gli spyware, decise di scendere a patteggiamento e di pagare 100 milioni di dollari come risarcimento alle major. La decisione avvenne in seguito agli esiti di cause analoghe contro altri programmi come Morpheus, Grokster, eMule (a cui erano stati spenti i server principali), BitTorrent, che aveva inibito la possibilità di scambiare file protetti, e WinMX il cui sito ufficiale era stato chiuso.

 

Così anche per Kazaa la sorte è stata la stessa che per gli altri peer-to-peer. Battuti dalle major come nemici, hanno dovuto cambiarsi d'abito in fretta diventando amici. Anzi, "partner" di chi li ha messi all'indice: la IFPI, un'associazione internazionale che promuove gli interessi dell'industria fonografica, ha definito il nuovo ruolo di Kazaa, fianco a fianco dei discografici "nell'affermazione di modelli legali di distribuzione".

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